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Xie Jun

2016-08-24 14:18:55

Xie Jun

Nello stesso anno, fu selezionata nella squadra degli scacchi internazionali dell'Istituto degli Scacchi di Beijing. Nel 1984, diventò il più giovane Maestro Nazionale della disciplina. Mentre, nel 1991, ruppe il monopolio degli scacchisti sovietici, ottenendo il titolo di campionessa mondiale di scacchi internazionali. In seguito, riuscì a difendere titolo nel '93, '99 e 2000, aprendo l'epoca di Xie Jun negli scacchi internazionali. Tra le cariche che ricopre oggi, vi è anche quella di vice direttrice del Collegio dello Sport della Capitale.

Il padre appassionato di scacchi cinesi

Il padre di Xie Jun era un appassionato di scacchi cinesi; quando aveva del tempo libero amava guardare gli altri giocare in strada, per poi commentare le tecniche usate dai due avversari. Il solo fatto di scoprire di essere più bravo di loro, lo rendeva molto contento. All'età di 6 anni, Xie Jun era molto capricciosa, allora suo padre le comprò un set di scacchi cinesi in legno, nella speranza di consumare un po' della sua energia. Sorprendentemente, la piccola Xie Jun si è appassionata al gioco degli scacchi. Nelle sere estive, dopo la cena, il padre e la figlia non vedevano l'ora di uscire dalla loro piccola casa, umida e calda, a prendere un po' di fresco e a vedere gli altri giocare a scacchi in strada.

Ogni volta che vide che c'era gente che giocava a scacchi, la piccola era sempre molto interessata e si intrufolava tra la folla, guardando il gioco con molta attenzione. Pian piano, la bambina cominciò addirittura a commentare le partite. Allora, molti le chiesero di giocare. All'inizio, suo padre si scusava per l'inconsapevolezza della figlia, che non rifiutava mai un invito a giocare, iniziando subito la “battaglia” sulla tavola degli scacchi cinesi. Naturalmente, essendo ancora una bambina della scuola materna, erano più le sconfitte che le vittori. Tuttavia, più partite perdeva, e più la bambina cercava con tutti i mezzi di ottenere una rivincita. Così, nelle strade vicine a casa sua, era sempre possibile vedere la bambina che guardava le partite di scacchi cinesi e che, di tanto in tanto, giocava con gli altri.

Sorprendentemente, poco dopo, gli “zii e nonni” del quartiere non furono più in grado di sconfiggerla. Ogni sera, sotto i lampioni stradali, qualora qualcuno vedesse Xie Jun e suo padre, chiamava subito la bambina a giocare. Anzi, alcuni di essi cominciarono a chiedere alla piccola come fare per vincere le partite. Quando Xie Jun giocava con gli altri, suo padre la sventolava per scacciare le zanzare. Anche se lui non giocava mai, era orgoglioso lo stesso per il talento negli scacchi cinesi della figlia.

Visto che vicino a casa, la figlia non poteva trovare un avversario dello stesso livello, il padre chiedeva spesso informazione su come potesse trovare scacchisti di alto livello, che potessero insegnare a sua figlia. Una volta ne trovò uno. Andò in bici, portando la figlia a casa sua per imparare. Sulla strada di ritorno a casa dopo la lezione di scacchi, Xie Jun, che era seduta sul sedile posteriore della bicicletta, discuteva con suo padre circa l'esperienza appena fatta, mangiando un ghiacciolo come premio. I due si goderono molto questo periodo felice. Quando Xie andò alle elementari, i corsi dei primi anni erano troppo facili per lei, rispetto alle complicate strategie che si usavano sulla scacchiera. Allora, la bambina dedicò tutto il suo tempo libero al gioco degli scacchi. Suo padre, come sempre, la portava con la sua bici a far visita agli scacchisti più bravi di tutta la capitale. In seguito ai frequenti contatti con i maestri, le tecniche di Xie Jun migliorarono sempre di più.



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