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Lin Dan

2016-09-29 21:02:49

Nato il 14 ottobre 1983 nel distretto Shanghang della città di Longyan nella provincia del Fujian. Giocatore cinese di badminton. Iniziò l'allenamento professionistico all'età di 5 anni, è vincitore del singolo di tutti i più importanti campionati internazionali, ivi compresi i Giochi Olimpici, il Campionato Mondiale, la Coppa del Mondo, la Coppa Thomas, la Coppa Sudiman, la All England Open Badminton Championships, i Giochi Asiatici e il Campionato Asiatico. Viene sopranominato “Super Dan”.


Un bambino nostalgico

Un pomeriggio del 1988, nel distretto Shanghang della città di Longyan nella provincia del Fujian, Cina sud-orientale, un bambino di 5 anni era nel soggiorno della propria casa, guardando con attenzione la televisione. Stavano trasmettendo la diretta di una partita della Coppa del Mondo di pallavolo femminile. In un momento concitato della partita, il bambino, preso dall'eccitazione, saltò all'improvviso da una sedia sul pavimento, gridando a voce alta imitando il commentatore televisivo:

“Ora, il campione mondiale Lin Dan ha realizzato un'altra schiacciata!”

L'allenatore di badminton della scuola sportiva del distretto di Shanghang, Chen Weihua, che per pura coincidenza era fuori dalla porta perché stava per far visita alla famiglia Lin, lo sentì gridare in quel modo. Negli anni '80 del secolo scorso, la nazionale di pallavolo femminile, vincitrice di 5 titoli mondiali, era seguita dall'intera popolazione cinese, compreso questo bambino chiamato Lin Dan. Ciò stupì molto Chen Weihua.

Lin Dan

Essendo molto capriccioso, Lin Dan fu mandato dai suoi ad imparare a giocare a badminton. Ogni giorno si alzava alle 5 del mattino per fare ginnastica e fare tre giri di corsa intorno alla cittadina di Shanghang. Dopo la scuola, alle 5 di sera, doveva riprendere l'allenamento. Nonostante si allenasse molto, Lin non esauriva mai le energie. Durante la pausa di mezzogiorno, spesso sgattagliolava fuori di casa a giocare. Nonostante qualche suo capriccio, Lin era molto serio nell'allenamento. Quando faceva gli esercizi di allungamento provava spesso un dolore talmente forte da fargli venire le lacrime agli occhi ma, ciononostante, ogni sera chiedeva alla madre di aiutarlo negli esercizi, facendo pressione per allungare ulteriormente i suoi muscoli e tendini. In questo modo, il giorno seguente, avrebbe avuto meno difficoltà durante l'allenamento. A causa di un forte spirito competitivo, quando perdeva una partita, senza curarsi dell'età dell'avversario e senza aspettare le indicazioni del suo allenatore, si metteva a piangere da solo.

Il duro allenamento non fu una perdita di tempo. Lin, infatti, migliorava sempre di più nelle partite. Nell'estate del '92, quando aveva soli 9 anni, Lin fu l'unico ad essere selezionato nel distretto dalla scuola sportiva di Fuzhou, capoluogo della provincia del Fujian. Avendo la possibilità di andare nel capoluogo provinciale, Lin era felicissimo. Con un piccolo zaino e qualche vestito, si recò insieme alla madre a Fuzhou. Al termine dell'allenamento di prova di 10 giorni, sua madre ritornò a Shanghang per lavoro. In quel momento, Lin Dan realizzò che quella era la prima volta che lasciava casa e che non ci sarebbe stato nessuno a lavargli i vestiti, cucinare e a prendersi cura di lui. Non sapeva come vivere da solo. I suoi compagni di allenamento erano tutti bambini come lui, e come Lin dovevano affrontare una vita di gruppo, senza che potessero far nulla se non riuscivano ad adattarsi.

L'allenamento presso la scuola sportiva di Fuzhou era sempre duro. Appena iniziata la sua nuova vita a Fuzhou, Lin Dan scriveva ogni settimana una lettera a casa, e ogni volta nella lettera ripeteva le stesse frasi: “Mamma, sto molto bene qui”, “Mamma, mi manchi molto”, “Mamma, quando viene a trovarmi?” I suoi cercavano di andare a trovarlo il più possibile, quando erano liberi. Ma al momento del congedo, Lin Dan chiedeva sempre ai suoi di trattenersi qualche giorno in più. Una volta, i suoi dovevano prendere il treno, Lin Dan seguì il loro taxi in lacrime, allora il tassista chiese a sua madre:



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