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Lin Dan

2016-09-29 21:34:42

“Vuole che mi fermi?”

Sua madre pur soffrendo, rispose con fermezza:

“Non si fermi, se ci fermassimo non potremmo partire stasera.”

Pian piano, Lin Dan si abituò alla vita di gruppo, prestando più attenzione all'allenamento e alle partite. Nel secondo anno presso la scuola di Fuzhou, Lin vinse il secondo posto nel singolo maschile del Campionato nazionale per adolescenti. Dopo la gara, chiese all'allenatore di prestargli dei soldi per comprare un portacenere e dei biscotti alla fragola per i suoi genitori. Era convinto che la madre non avesse mai mangiato dei biscotti a questo gusto, doveva farglieli provare. Capì bene quali fossero le speranze dei genitori e voleva ripagarli con ottimi risultati.


Da “Lin primo turno” a “Super Dan”

Nel 2000, Lin fu selezionato dalla nazionale. All'inizio, non riusciva ad adattarsi all'allenamento più intenso. Si sentiva esausto quando ritornava nel dormitorio, dove non voleva far nulla, tranne guardare la tv. Tuttavia, la competizione in nazionale era molto alta. Per entrare nella prima squadra e diventare un titolare, bisognava impegnarsi al 100%. Dopo un anno di sforzi, Lin Dan riuscì finalmente ad entrare nella finale dell'Open di Danimarca, vincendo la medaglia d'argento. Subito dopo, ottenne il secondo posto nei Giochi Nazionali di Guangzhou. Con tali prestazioni, stabilizzò la sua posizione nella nazionale, tuttavia quando si preparò a migliorarsi ancora, una decisione della Federazione Mondiale di Badminton (BWF) cambiò il suo destino.

Allora la BWF applicava il meccanismo di 7 punti, per elevare la casualità e la spettacolarità delle partite. Fino alla seconda metà del 2002, tale regola ricevette l'opposizione di molti paesi membri, che ritennero che così il badminton perdesse il suo fascino originale, diventando una semplice competizione di energia e forza. In seguito, fu ristabilita la regola dei 15 punti.

Tuttavia, Lin Dan non riuscì a cambiare bene il ritmo della partita; negli 8 mesi successivi al cambiamento della regola, veniva sempre eliminato al primo turno delle gare. Allora, alcuni lo soprannominarono “Lin primo turno”. Ancora peggio, Lin non riusciva a capire il motivo per cui perdeva le partite, iniziando a dubitare dei suoi mezzi e ad avere paura di partecipare alle gare. In questo caso, l'allenatore della nazionale decise di non farlo partecipare alle partite e di aiutarlo a recuperare tranquillità e sicurezza. Venuti a conoscenza della cosa, i suoi compagni di squadra lo chiamarono e gli inviarono degli sms per confortarlo:

“Le competizioni sono così. All'inizio della tua carriera tutto è andato per il verso giusto. Anche quei forti giocatori che hai battuto all'epoca, non li hai forse affrontati al primo turno? E' normale. Perciò, ricomincia dall'inizio. Forza!”

La sua gestione da parte degli allenatori e l'incoraggiamento dei compagni di squadra funzionarono. Lin riprese il buon umore. Ogni giorno, nello stadio di allenamento, si esercitava insieme con giocatori più giovani che come lui non potevano partecipare alle gare. Ma non si sentiva deluso, al contrario, si esercitava con grande serietà. Perché pensava di realizzare ottimi risultati nelle partite future. Sarebbero dovuti passare quasi altri sei mesi, prima che Lin Dan avesse l'opportunità di tornare in campo, durante l'Open del Giappone. Questa volta, dopo un periodo di duro allenamento e piuttosto tormentato, Lin Dan era diventato invincibile, ed entrò in finale. Nonostante la sconfitta contro il compagno più grande, Xia Xuanze, gli fu tolto il soprannome di “Lin primo turno”. I suoi risultati nelle competizioni internazionali, negli anni, divennero sempre migliori.

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