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Le Grotte di Longmen

2017-06-26 18:26:18

Mentre suona la campana del Tempio del Monte Profumato, Longmen è ancora immersa nella bruma dell'alba. Un giorno come questo, oltre 1300 anni fa, accompagnata dai primi raggi di sole che si alzavano da est, l'imperatrice Wu Zetian dell'impero Tang si recò personalmente a Longmen per presiedere la cerimonia di fine dei lavori delle grotte del Tempio Fengxian. Si dice che quel giorno nel cielo della capitale Luoyang comparvero delle luci splendenti, che si allungarono per decine di chilometri sul fiume Yishui. Sotto gli sguardi pieni di speranza di Wu Zetian, il grande Budda Losana rivelò per la prima volta al mondo il suo sorriso pieno di compassione.

Nel programma precedente, vi ho presentato le Grotte di YUngang, a Datong, che rappresentano il primo, splendido esempio di arte rupestre cinese. La costruzione delle Grotte di Yungang si interruppe quando l'imperatore Tuoba Hong nel 493 d.C. trasferì la capitale da Pingcheng, l'attuale Datong, a Luoyang. In seguito l'imperatore ordinò di costruire un altro capolavoro dell'arte rupestre nella sua nuova capitale nella pianura centrale: le Grotte di Longmen.

Nell'odierno programma vi presentiamo le Grotte di Longmen, inserite nel Patrimonio culturale mondiale nell'anno 2000.

Le Grotte di Longmen

Longmen, la porta del drago, si trova alla periferia sud di Luoyang, a 12 km dalla città. Il nome deriva dalla presenza di due monti posti fronte a fronte, simili ad una porta di pietra. La costruzione delle grotte durò più di 400 anni, e vide l'alternarsi di 6 dinastie: Wei settentrionali, Wei orientali e Wei occidentali, Zhou settentrionali, Qi settentrionali, Sui e Tang. Le oltre 2100 grotte ospitano più di 100 mila statue buddiste, circa 3600 iscrizioni e una quarantina di pagode. L'enorme dimensione e il maestoso stile artistico sorprendono ogni visitatore.

La costruzione delle Grotte di Longmen iniziò dalla grotta Guyang. Nel settembre dell'anno 493, l'imperatore Xiaowen, Tuoba Hong, dei Wei settentrionali, unificò il nord della Cina, e trasferì la capitale da Pingcheng, nel nord, a sud della Grande Muraglia, a Luoyang, nella pianura centrale. Di pari passo, spostò la costruzione delle grotte da Yungang a Longmen. La Grotta Guyang venne dedicata all'imperatrice Feng, nonna dell'imperatore Xiaowen, deceduta tre anni prima. A questa piccola grotta vennero quindi affidate la nostalgia e il dolore dell'imperatore.

Sulla facciata il Budda Sakyamuni è raffigurato seduto a gambe incrociate nella posizione della meditazione, con ai lati due Bodhisattva in posizione eretta, dal viso fresco e dall'aspetto quieto e solenne. Dallo spessore delle pieghe degli abiti, si nota che nelle Grotte di Longmen le statue non sono più “magre” come a Yungang, tuttavia i bordi decorativi delle nicchie e le raffinate aureole dei Budda indicano che la bellezza “magra” era ancora prevalente al tempo dei Wei settentrionali. Di pari passo con l'inizio della costruzione delle Grotte di Longmen, l'imperatore Xiaowen diramò un decreto che imponeva alla sua gente la lingua, i costumi e cognomi Han. L'imperatore stesso rinunciò al suo cognome Tuoba, sostituendolo con Yuan. Ecco il suo grande, vero obiettivo: il regime stabilito da una minoranza etnica, se voleva ottenere il riconoscimento della numerosa popolazione di etnia Han, non poteva che rinunciare al suo status e apprendere onestamente la civiltà agricola più avanzata degli Han, solo così poteva rafforzarsi e continuare.

Nell'aprile dell'anno 497, il principe ereditario, che aveva tentato di tornare a Pingcheng per ribellarsi, venne fatto uccidere dal padre, l'imperatore Yuan Hong. Questo sovrano che creò lo splendore della dinastia dei Wei settentrionali, represse con la forza, in modo crudele, i nobili Xianbei contrari alla sua politica di sinizzazione. Queste statue buddiste registrano chiaramente l'aspirazione di Yuan Hong e dei suoi sostenitori Xianbei di rinunciare alla rozzezza dei nomadi e di perseguire con impegno la raffinatezza degli Han.



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