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Le Grotte di Longmen

2017-06-26 18:26:21

Le Grotte di Longmen

Nel corso della scelta del personale, l'impero Tang stabilì un'importante condizione, ossia un fisico prestante. Possiamo capirlo perfettamente dalle figure degli “ercoli” del tempio Fengxian. Nell'antichità, i cinesi ritenevano che la forza derivasse dal Qi, l'energia, la cui esistenza veniva sottolineata dai muscoli del collo e dell'addome. I colli dei robusti ercoli sono volutamente distorti, e paiono più grossi della testa, secondo la cosiddetta “forma della rondine”, che ha la testa piccola e il collo grosso, in modo da esprimere il movimento del Qi. Le undici statue del tempio Fengxian, indipendenti, ma anche integrate in un insieme, rappresentano il massimo livello dell'arte rupestre cinese. Inoltre gli artigiani superarono con coraggio i tabù religiosi, integrando il mondo ideale alla vita concreta, il che dopo mille anni ci permette ancora di percepire lo splendore dell'impero Tang, che al tempo esercitò una profonda influenza sul mondo.

Dopo la costruzione della statua del Budda Losana, i nobili, i ricchi e i monaci fecero a gara per onorare l'imperatore Gaozong e l'imperatrice Wu Zetian, per cui i donatori aumentarono sempre più, col risultato della creazione della Grotta dei Diecimila Budda, la più caratteristica.

Nel novembre dell'anno 680, la Grotta dei Diecimila Budda fu ufficialmente completata. Il Budda Amitabha, alto 4 metri, ha i capelli arricciati a crocchie e un viso rotondo, il che esprime il gusto estetico del tempo della bellezza formosa, e uno stile plastico maestoso e generoso. Nella parte centrale del trono a forma di fiore di loto sono scolpiti quattro “ercoli”, dai muscoli potenti, in evidente contrasto con la quiete del Budda principale. Sulla parete di fondo, sono scolpiti 54 fiori di loto, su ognuno dei quali è seduto un Bodhisattva, secondo una concezione molto innovativa.

Ai lati delle scritte incise sul soffitto della grotta, ci sono delle bellissime e vivaci figure di apsaras che offrono dei frutti.

Nella parte inferiore di ogni parete, sono raffigurati sei musicisti che suonano arpe, gong, flauti, cembali e tamburi. Sulle pareti nord e sud sono scolpite oltre 15 mila statuine di Budda, alte 4 cm, che insieme alle apsaras e ai musicisti creano la straordinaria scena del paradiso buddista in cui tutti diventano Budda.

Il 22 dicembre dell'anno 683, l'imperatore Tang Gaozong morì. I ministri sensibili capirono l'ardente aspirazione al trono dell'imperatrice, mentre le divergenze tra i funzionari aumentavano di giorno in giorno. Alcuni di loro riconoscevano il coraggio e l'intelligenza di Wu Zetian, ritenendola capace di guidare l'impero a ritrovare il suo splendore, mentre altri pensavano che la sua ambizione violasse le leggi dello yin e yang e i regolamenti patriarcali.

Una sera di giugno dell'anno 688, nel fiume Sishui, nella provincia dello Henan, un pescatore trovò una pietra su cui era inciso il testo del Sutra Dayun, in cui Wu Zetian era chiamata una “reincarnazione di Maitreya”, per cui doveva diventare imperatrice.

Secondo la dottrina buddista, il Budda Maitreya sostituirà il Budda Sakyamuni, diventando il salvatore del prossimo ciclo universale. In realtà, a partire dalla metà del regno dell'imperatore Gaozong, nelle grotte di Longmen comparvero già molte figure di Maitreya, mentre al tempo dei Wei settentrionali le figure maschili di Bodhisattva si trasformarono in femminili, con forme formose ispirate alle figure di cantanti e artisti di corte. Gli uomini e le donne sono uguali. I Bodhisattva diventeranno sicuramente dei Budda. Wu Zetian creò con cura queste immagini ideali, che il popolo doveva onorare, ma la sua vera intenzione era evidente.



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