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Le Grotte di Longmen

2017-06-26 18:26:21

Nell'anno 690, con una petizione firmata da oltre 60 mila persone, Wu Zetian salì sul trono imperiale. Il trono, riservato da millenni agli uomini, per la prima volta fu occupato da una donna, che ricevette l'omaggio di tutti i funzionari, civili e militari. Wu Zetian, che al tempo aveva 66 anni, cambiò il nome del regno in Zhou, dando origine al “regno Wuzhou”.

Le Grotte di Longmen videro così un nuovo apice di interventi. Per consolidare il suo regime e ringraziare il Budda per la sua protezione, Wu Zetian dedicò ancora più energie alle grotte. Non solo tutti gli spazi vuoti del monte occidentale vennero riempiti di nicchie, ma iniziarono dei grandi lavori anche sul monte orientale. Di pari passo con l'aumento del numero delle grotte, Wu Zetian aumentò anche dei suoi titoli, chiamandosi “imperatrice santa e compassionevole”, al pari del Budda Maitreya, e portando il proprio culto personale al culmine.

La Grotta Dawanwufo, sul monte orientale di Longmen, è famosa per le sue 15 mila statuette di Budda, risultando più grande della Grotta dei Mille Budda sul monte occidentale. Venne completata durante il regno Wuzhou, creato da Wu Zetian, per elogiarne i meriti. La statua principale è Budda Maitreya, la cui testa è stata trafugata negli anni '30 del secolo scorso, e oggi si trova al Museo di Arte Asiatica di San Francisco. Con la tecnica dell'altorilievo, intorno al Budda gli artigiani hanno scolpito delle figure di musicisti, apsaras e bimbi in groppa ad elefanti e leoni. Dalla parte inferiore del trono del Budda emergono due fiori di loto, sono raffigurate delle “pipa”, il liuto cinese, e dei cembali, col significato che nel paradiso buddista gli strumenti musicali suonano anche senza musicisti. Inoltre le figure di apsaras danzano con la musica, come stessero per prendere il volo.

Dopo lo splendore dell'epoca Zhenguan del regno dell'imperatore Tang Taizong, la grande imperatrice Wu Zetian portò il suo regno Wuzhou ad un altro culmine dello sviluppo della società feudale cinese.

Il Tempio Kanjing è la maggiore grotta del monte orientale di Longmen. Ha forma quadrata, e diversamente dalle altre grotte dello stesso periodo, non ospita una statua principale, ma al centro ha un altare con delle statue offerte alla venerazione dei fedeli. Secondo le ricerche archeologiche, si tratta di una grotta Zen, simile alle sale in cui i monaci praticavano la meditazione. La ripresa della scuola Zen simboleggia un passo chiave della sinizzazione del Buddismo. Da allora, il Buddismo si integrò con il Confucianesimo e il Taoismo, diventando una parte inalienabile della cultura cinese. Le 29 statue di Arhat corrispondono ai 29 maestri della scuola Zen. Ogni statua, alta circa 1,8 metri, presenta espressioni e pose diverse, dimostrando vivacemente lo splendido sviluppo dello Zen al tempo della dinastia Tang.

Nel gennaio dell'anno 705, l'imperatrice Wu Zetian restituì il trono, per ottenere il quale aveva lottato per metà della sua vita, alla casata Li, che aveva fondato la dinastia Tang. Questa donna straordinaria lasciò come ultimo decreto la cancellazione del suo titolo di imperatore, chiamandosi di nuovo “imperatrice consorte Wu Zetian”.

Dieci mesi dopo, morì di malattia e venne sepolta nel Mausoleo Qianling, insieme al marito, scomparso da tempo, l'imperatore Tang Gaozong, lasciando solo ai posteri una stele in pietra alta otto metri, priva di iscrizioni. Alcuni ritengono che l'abbia fatto per lasciare ai posteri la valutazione del suo operato, ma altri dicono che dopo una vita pratica religiosa, ella avesse finalmente capito il significato del vuoto buddista.

Il periodo d'oro della costruzione delle Grotte di Longmen in epoca Tang terminò con la scomparsa dell'imperatrice Wu Zetian. L'interruzione improvvisa è anche una veritiera espressione di quel periodo.

Mentre il bellissimo volto dei Budda è rimasto per sempre nella mente degli artigiani del tempo, una splendida epoca ci ha lasciato delle ombre, splendide ed enigmatiche.




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