Le relazioni tra Cina e Giappone

2014-12-23 14:39:52    

La posizione cinese ha complete base storiche e legali. La Dichiarazione del Cairo rilasciata nel dicembre del 1943 da Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna stabiliva che il Giappone doveva restituire alla Cina i territori usurpati, fra cui il Nord-Est, Taiwan e le isole Penghu. La “Proclamazione di Potsdam” del 1945 stabilì che gli articoli della Dichiarazione del Cairo dovevano essere applicati. Nell' agosto dello stesso anno il Giappone accettò la “Proclamazione di Potsdam, annunciando la resa incondizionata, il che implica la restituzione dell' isola Taiwan e delle isolette secondarie Diaoyu alla Cina da parte del Giappone.

La cooperazione nella sicurezza tra Giappone e Stati Uniti costituisce il quarto problema nelle relazioni sino-giapponesi. Nel 1996 Giappone e Stati Uniti hanno pubblicato la “Dichiarazione congiunta sulla cooperazione nella sicurezza”, modificando su questa base gli “Orientamenti della cooperazione difensiva” elaborati nel 1978. Nel settembre 1997 le due parti giapponese e americana hanno ufficialmente definito i nuovi orientamenti della cooperazione nella difensa. Il 24 maggio 2004 la Dieta giapponese ha esaminato e approvato il progetto di legge sui nuovi orientamenti della cooperazione difensiva tra Giappone e Stati Uniti, il che segna il posizionamento del nuovo sistema che intensifica la cooperazione nella sicurezza tra i due paesi. In proposito l'attenzione cinese si concentra su due problemi, uno riguarda Taiwan e l'altro riguarda la direzione dello sviluppo delle forze militari giapponesi. La Cina ha espesso più volte attraverso diversi canali le gravi preoccupazioni e le posizioni relative.

Il quinto problema è il risarcimento dei danni di guerra. Durante i negoziati sulla normalizzazione delle relazioni sino-giapponesi tenuti nel 1972 il governo giapponese ha detto di voler fare un approfondito esame di coscienza sulle responsabilità dei danni causati dalla guerra di aggressione al popolo cinese. Sotto queste precondizioni, considerando gli interessi fondamentali dello Stato il governo cinese ha abbandonato la richiesta di risarcimento dei danni di guerra al Giappone, inserendola nella “Dichiarazione congiunta sino-giapponese”. Nel 1978 la Terza Sessione della Quinta Assemblea Popolare Nazionale ha approvato “Il trattato di pace e amicizia tra Cina e Giappone”, confermando ancora una volta in forma di documento legale la decisione di abbandonare la richiesta di risarcimento dei danni di guerra al Giappone.

Le armi chimiche abbandonate dai giapponesi in Cina costituiscono il sesto problema nelle relazioni sino-giapponesi. Durante la guerra di aggressione in Cina, violando apertamente le convenzioni internazionali, il Giappone utilizzò armi chimiche, causando una enorme quantità di feriti e morti fra i militari e civili cinesi. Una volta sconfitte, le truppe giapponesi seppellirono o abbandonarono grandi quantità di armi chimiche nelle zone in cui erano state stanziate. Sinora sono stati scoperti più di 30 siti del genere in dieci province cinesi. Col passare del tempo, queste armi si sono arrugginite, con saltuarie perdite chimiche, minacciando gravemente la vita e i beni del popolo cinese e il quadro ecologico. Dalla seconda metà degli anni ‘80 il governo cinese ha presentato a più riprese rimostranze al governo giapponese, chiedendo la soluzione del problema. Il 30 luglio 1999 i governi cinese e giapponese hanno approvato il Memorandum di comprensione sulla distruzione delle armi chimiche lasciate dalle truppe giapponesi in Cina. Nel documento il governo giapponese, nello spirito della Dichiarazione congiunta sino-giapponese e del Trattato di Pace e amicizia sino-giapponese, riconosce l'urgenza della soluzione di questo problema, promettendo di onorare l' impegno della distruzione stabilito dal “Trattato di interdizione delle armi chimiche”. Attualmente, nello spirito del memorandum, i settori interessati dei governi dei due paesi stanno tenendo consultazioni sui metodi concreti della pronta distruzione delle armi chimiche lasciate dalle truppe giapponesi in Cina.