Storia dello sviluppo di Taiwan

2014-12-23 17:10:13    

Nel 1885 (11° anno dell'imperatore Guangxu), il governo Qing trasformò Taiwan in provincia, nominando Liu Mingchuan primo governatore locale. Liu Mingchuan organizzò su vasta scala gli abitanti del Fujian e del Guangdong a trasferirsi a Taiwan e a sviluppare su vasta scala l'isola. Istituì successivamente vari organismi, tra cui l'Amministrazione generale per lo sviluppo, l'Amministrazione generale per i telegrammi, l'Amministrazione generale delle ferrovie, l'Amministrazione dei mezzi militari, l'Amministrazione del commercio, l'Amministrazione dei minerali e del petrolio, l'Amministrazione per il taglio dei boschi, ecc. Fece costruire postazioni di cannoni, riaggiustare la difesa, sistemare tralicci elettrici e aprire uffici postali; costruì ferrovie, sfruttò miniere e costruì navi commerciali per sviluppare l'industria e il commercio; aprì scuole dai colori cinesi ed occidentali per sviluppare la cultura e l'istruzione.

Il periodo di occupazione giapponese

Nella seconda metà del 19° secolo, dopo la riforma Meiji, il Giappone imboccò la via di sviluppo capitalista. Nel 1894 lanciò la guerra sino-giapponese, ossia la guerra Jiawu. Nel 1895 il governo Qing, sconfitto, firmò con il Giappone l'umiliante “Trattato di Maguan”, cedendo al paese Taiwan e l'arcipelago di Penghu. Da allora Taiwan si ridusse a colonia del Giappone, e iniziò il periodo di occupazione giapponese, durato ben 50 anni.

Dopo l'occupazione di Taiwan, il Giappone vi istituì un viceré come supremo governante, e vi applicò i sistemi di polizia, “Baojia” e di dominio coloniale, educando la popolazione locale a sentirsi suddita dell'imperatore giapponese. Nel frattempo, all'inizio dell' occupazione, per corrispondere alle esigenze del suo sviluppo economico interno, il Giappone considerò Taiwan una base di sviluppo e di lavorazione dei prodotti agricoli, in modo che i settori della lavorazione e dei trasporti di Taiwan registrarono un graduale sviluppo. Durante la seconda guerra mondiale, il Giappone sviluppò ulteriormente a Taiwan varie industrie legate al settore militare, al fine di coordinare la sua politica militarista di avanzamento verso sud.

Il recupero e la separazione

Secondo la realtà storica, gli accordi internazionali raggiunti durante la seconda guerra mondiale confermarono di nuovo che Taiwan è una parte inalienabile del territorio cinese. Il primo dicembre 1943, Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna firmarono congiuntamente il “Manifesto del Cairo”, secondo cui “i territori cinesi occupati dal Giappone, come la Manciuria, Taiwan e l'arcipelago di Penghu, devono essere restituiti alla Cina”. Il “Proclama di Postdam”, firmato il 26 luglio 1945 da Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna e in seguito anche dall'ex Unione Sovietica, ribadì che “le condizioni del Manifesto del Cairo devono essere applicate”.

Il 15 agosto 1945 il Giappone accettò le clausole dal “Proclama di Postam”, arrendendosi incondizionatamente. Il 25 ottobre dello stesso anno il governo cinese tenne a Taibei la cerimonia della capitolazione delle truppe giapponesi nella provincia del Taiwan. Tuttavia dopo il recupero di Taiwan, le autorità del Guomindang che dominavano allora la Cina applicarono una politica errata, effettuando un dominio dittatoriale militare nei confronti della popolazione di Taiwan, inoltre la corruzione dei funzionari era enorme, il che acutizzò le contraddizioni con la popolazione locale. Il 28 febbraio 1947 questa organizzò una rivolta armata contro il regime del Guomindang, che fece sbarcare a Jilong un gran numero di militari che repressero sanguinosamente la rivolta, uccidendo oltre 30 mila persone. Si tratta dei cosiddetti “fatti del 28 febbraio”.

Il primo ottobre 1949, sotto la direzione del PCC, il popolo cinese ha rovesciato il governo del Guomindang, dichiarando la nascita della Nuova Cina. Alla vigilia della liberazione del continente cinese, Chiang Kai-shek e parte dei funzionari e ufficiali del Guomindang fuggirono a Taiwan. Con la protezione e l'appoggio degli Stati Uniti, hanno mantenuto a Taiwan una situazione di isolamento, in modo che l'isola e il continente si trovano di nuovo in uno stato di separazione.