Le cinque epoche di massimo splendore della storia cinese

2014-12-24 09:37:42    

L'annessione da parte di Qin dei sei Stati e l'eliminazione del sistema dei principati, sostituito da quello dei distretti amministrativi, con un potere autocratico centrale, quello dell'imperatore, concretizzarono finalmente per la prima volta la teoria della completa unificazione promossa a partire dalle Primavere ed Autunni. In seguito l'unificazione e la separazione non poterono non diventare uno dei principi della valutazione dello sviluppo sociale. E' ovvio che non si può sempre definire l'unificazione corretta al cento per cento, colpevolizzando la separazione. Quando alla fine di una dinastia esistono gravi fenomeni di corruzione, lo sviluppo delle forze produttive è gravemente impedito o addirittura retrocede, e il popolo vive fra gravi difficoltà, la comparsa di rivolte contadine che frammentano l'unificazione è dovuta, e si deve confermare che è “una buona cosa”. La conferma del presidente Mao Zedong del ruolo positivo delle rivolte contadine chiarisce questo punto. Tuttavia dopo la separazione presto o tardi si torna all' unificazione, secondo il detto “Una lunga separazione si conclude nell'unificazione”. Questa è la regola dello sviluppo storico cinese. La conferma della completa unificazione è motivata dall'offerta di uno stabile quadro sociale favorevole allo sviluppo della produzione sociale e al miglioramento della vita della popolazione. Perciò il grado di applicazione della completa unificazione diventa un' importante condizione della conferma dei periodi di massimo splendore. I periodi di regno degli imperatori degli Han occidentali Wendi (179-157 a.C.), Jingdi (156-141 a.C.) e Wudi (140-87 a.C.) furono un'epoca di espansione territoriale. Nel nord la lotta contro gli Unni durò mezzo secolo, con la loro cacciata nei remoti deserti settentrionali. I deserti del sud prima occupati dagli Unni e il corridoio Hexi del Gansu divennero territorio Han; nella parte occidentale, ad ovest del passo di Yumen, il sud del Xinjiang, al tempo chiamato Xiyu, venne sottomesso, diventando territorio Han; nella parte orientale venne attaccata la Corea della casata regnante Wei, inserendo sotto la sua giurisdizione parte del Liaodong da questa dominato; avvenne un'espansione nelle direzioni meridionale, sud-occidentale e sud-orientale, con l'acquisizione delle zone delle minoranze etniche corrispondenti alle attuali province del Guangdong, Yunnan, Zhejing e Fujian. Principalmente nel periodo dell'imperatore Wudi, ne nacque un' unificazione completa superiore alla dinastia Qin.

L'unificazione realizzata dalla dinastia Tang costituisce una nuova espansione dopo quella della dinastia Han. Nel nord-ovest i Tang sconfissero i Turchi, istituendo il dipartimento per la difesa dell'ovest; nel nord-est sconfissero completamente il regno di Gaogouli, istituendo il dipartimento per la difesa dell'est; nella zona del fiume Helongjiang crearono il governatorato del Fiume Helongjiang, che controllava il nord-est. Nella prospera epoca Kaiyuan (713-741), l' ampiezza del territorio superava ormai quella del tempo degli Han occidentali.

Le dinastie Han e Tang realizzarono un'unificazione senza precedenti, costituendo due importanti periodi di espansione del territorio cinese.

Gli imperatori Ming Yongle e Xuande attaccarono da due direzioni, nord e nord-ovest, i discendenti della dinastia Yuan, controllando i deserti del sud e del nord; nel sud-ovest e sud, nelle attuali province dello Yunnan, Guizhou e Sichuan, venne applicato il sistema dei capi locali, sottoposti al governo centrale. Nel nord-est, ossia a nord dell'attuale Kaiyuan sino a nord dei monti Daxinganling e ad est fino all'isola di Sakhalin (Kuyedao), vennero creati dei posti di guardia, e a Telin, nell' Heilongjiang, un governo locale che amministrava i posti di guardia.

Paesi confinanti come il Vietnam, India e Corea divennero vassalli della dinastia Ming. Dopo gli imperatori Yongle e Xuande, il territorio a nord della Grande Muraglia e il nord-ovest vennero di nuovo controllati dai Mongoli, con periodi di guerra e pace, con una riduzione del territorio. Per quanto riguarda l'ampiamento del territorio e dell'unificazione, le dinastie Han e Tang raggiunsero il massimo, paragonabile solo, a parte l'epoca mongola Yuan, all'epoca di splendore di Kangxi, Yongzhen e Qianlong. L'imperatore Yongzhen disse: “Dall'antichità non si è mai vista un'unificazione fra interno ed esterno ed un territorio così ampio come sotto la mia dinastia” e “Con la grande unificazione, est, sud ed ovest rispettano tutti l'imperatore”. Tuttavia in realtà sono nel 24° anno di regno di Qianlong venne finalmente pacificata la Zungaria ad ovest, ed il Qingahi, il nord e sud del Xinijiang ed il Tibet finirono del tutto sotto il controllo del governo centrale. Nell'ovest, ad est del lago Balkaskh, e nel nord, a sud e nord del deserto, venne creato il sistema delle bandiere; nel sud-ovest venne eliminato il sistema dei capi locali in atto da un millennio. Nel nord-est, entrarono nel territorio cinese le zone a nord del fiume Heilongjiang, a sud dei monti Daxinanling, fino all'est del fiume Ussuri e al mare (compresa l'isola di Sakhalin), ed a sud-est l'isola di Taiwan e l'arcipelago di Nansha. Venne effettuato il sistema delle province con funzionari civili e militari sul posto, realizzando una vera unificazione. Al tempo già più di 50 etnie coesistevano sotto un unico regime. L'imperatore Qianlong sviluppò l'unificazione, infrangendo il concetto tradizionale degli Han al centro e dei barbari all'esterno, e a partire da Kangxi si rinunciò a costruire la Grande Muraglia, ponendo fine all'isolamento durato per 2000 anni, realizzando concretamente l'unità fra interno ed esterno. Tutto ciò ha posto le basi della formazione dell'attuale territorio cinese e del paese multietnico (naturalmente l'attuale territorio cinese risulta ridotto di 1/4 rispetto a quello dell'epoca Kangxi-Qianlong, con una grossa retrocessione rispetto ad allora).