La storia dell’autocandidatura di Mao Sui

2014-12-24 11:37:14    

Secondo un famoso proverbio, “l'oro non può che brillare”. In Cina l'espressione “l'autocandidatura di Mao Sui” ha lo stesso significato.

Al tempo dei Regni Combattenti, la città di Handan, capitale dello Stato di Zhao, fu strettamente accerchiata dal forte esercito dello Stato di Qin, potendo cadere da un momento all'altro.

Per liberare Handan, il re Zhao pensò di allearsi con il grande Stato di Chu per resistere a Qin. A tal fine inviò il principe Ping Yuan a Chu a fare opera di persuasione.

Ping Yuan pensava in origine di scegliere tra il migliaio di suoi addetti venti elementi coraggiosi ed astuti da portare con sè, ma dopo attente considerazioni ne trovò solo 19. Proprio allora un ospite venne ad autocandidarsi, si tratta di Mao Sui.

Ping Yuan, dopo averlo squadrato attentamente, gli chiese: “Chi sei? Cosa vuoi? ”

Mao Sui rispose: “Mi chiamo Mao Sui. Ho sentito dire che per salvare Handan andrete a Chu a fare opera di persuasione e voglio seguirvi.”

Ping Yuan chiese ancora: “Da quanto tempo sei al mio servizio”?

Mao Sui rispose: “Da tre anni”.

Ping Yuan osservò : “Tre anni non sono pochi: se qualcuno ha un talento speciale, questo emerge subito, alla pari di un punteruolo che posto all'interno di un borsellino non può che forarlo in un attimo. Lavori alla mia residenza da ben tre anni, ma non ho mai sentito dire che tu abbia speciali capacità. In questa missione a Chu ho l'incarico di chiedere aiuti