La festa del 7 luglio

2014-12-24 13:42:17    

Il 7 luglio del calendario lunare ricorre la popolare festa cinese di Qiqiao, ossia della preghiera per la capacità di tessere. Secondo la leggenda, il 7 luglio è anche il giorno dell'incontro fra le costellazioni di Altair e Vega.

Nell'antichità il cielo era di un azzurro limpido, senza alcuna nuvola, per cui il Re del cielo, trovandolo monotono, ordinò alle sette figlie di filare della stoffa, realizzando un abito per il cielo. Tuttavia le stoffe tessute dalle sette ragazze erano o grigie o bianche, quindi ancora monotone. La minore di queste, molto acuta, scoprì nel giardino un tipo di fiore a sette colori, lo raccolse e tinse i filati coi suoi bei colori. Impegnandosi a fondo, riuscì ad ottenere dei filati variopinti, di cui le sorelle si rallegrarono, lodandola per la sua abilità. Le ragazze decisero anche di far indossare normalmente al cielo un abito bianco, un abito grigio in caso di pioggia, e mattino e sera un abito a colori. Saputolo, il Re ne fu molto felice e conferì alla figlia minore il titolo di “tessitrice”.

La tessitrice tesseva tutti i giorni, e quando si sentiva stanca, guardava le scene del mondo umano. Ed ecco che un ragazzo attirò la sua attenzione: ella scoprì infatti che lavorava sempre la terra da solo, e che riposando, parlava unicamente col vecchio bufalo lì accanto. La ragazza non potè non aver compassione di lui. Si trattava del bovaro.

Un giorno il vecchio bufalo disse al giovane: “Domani è il 7 luglio, giorno in cui le sette figlie del Re del cielo scendono sulla terra a fare il bagno. Se riusci a nascondere gli abiti della tessitrice, potrà diventare tua moglie.” Scosso dalle parole del bufalo, il bovaro decise di tentare.

Il 7 luglio il bovaro si nascose in un canneto sulla riva del fiume. Poco dopo dal cielo cominciarono a scendere sette nuvole variopinte, ognuna delle quali reggeva una fata. Giunte sulla riva del fiume, le fate si spogliarono e si immersero nelle acque limpide. Il bovaro balzò fuori, afferrò gli abiti della tessitrice e prese la fuga, tuttavia per la fretta il rumore del calpestio delle canne allertò le fate, sei delle quali risalirono la riva, si rivestirono e presero il volo verso il cielo. Solo la tessitrice, priva degli abiti, rimase laggiù in preda al panico. Il bovaro le disse allora balbettando che glieli avrebbe resi se l'avesse sposato. Visto che si trattava del ragazzo che amava, la tessitrice annuì timidamente col capo.

La sera stessa, mentre il vecchio bufalo presiedeva la cerimonia, la tessitrice e il bovaro celebrarono le nozze. In due anni ebbero un figlio e una figlia. Dei due, uno lavorava la terra e l'altra tesseva, conducendo una vita felice.

Passarono sette anni. Un giorno celeste equivale ad un anno terrestre. Ogni sette giorni il Re del cielo convocava le sette figlie. Scoprendo che la tessitrice non era tornata al palazzo celeste, anzi si era sposata con un umano, montò su tutte le furie ed il 7 luglio inviò un generale celeste ad arrestarla, punendola. Molto addolorato, il bovaro corse dietro alla donna, portando con sè i due bimbi in ceste a bilancere. Il vecchio bufalo si tolse un corno, che si trasformò in una navicella che portò il bovaro e i due figli in volo verso il cielo. I due piccoli gridavano a tutta forza “mamma! mamma!”. Udito il richiamo del marito e dei figli, la tessitrice si dibattè con tutte le forze per liberarsi dal generale celeste, in modo da riunirsi a loro. In quel momento il Re stese all'improvviso la sua mano gigante dal cielo, strappando lo spazio, e subito dopo un fiume d'argento di onde tempestose si frappose fra il bovaro e la tessitrice. Proprio allora in cielo comparve uno stormo di gazze che formarono un ponte sul fiume d'argento, permettendo al bovaro e alla tessitrice di incontrarsi. Non potendosi opporre, il Re fu costretto a permettere loro di incontrarsi ogni anno la sera del 7 luglio sul ponte formato dalle gazze.

In seguito il 7 luglio del calendario lunare le ragazze cinesi presero l'abitudine di pregare la tessitrice di renderle a loro volta abili nel tessere. Chi riusciva a far passare senza difficoltà un filo colorato nella cruna di sette aghi era considerata una maestra. Si dice che la sera dello stesso giorno sotto i filari della vite i ragazzi possano ancora sentire il bovaro e la tessitrice conversare a bassa voce.