La Cina e “la Convenzione sulla biodiversità”

2014-12-25 15:07:37    

Sin dalla Conferenza sull'ambiente e lo sviluppo dell'ONU tenuta nel 1992, partendo dalle condizioni del paese e con un atteggiamento serio e responsabile, il governo cinese ha onorato le promesse fatte alla conferenza, stabilendo la strategia dello sviluppo sostenibile dell'economia statale e applicandola pienamente nelle varie politiche economiche del paese. “L'agenda Cina nel 21° secolo- Libro bianco sulla popolazione, l'ambiente e lo sviluppo della Cina nel 21° secolo”, approvata e pubblicata nel 1994 dal Consiglio di Stato, esprime pienamente la strategia dello sviluppo sostenibile del paese. “Il nono piano quinquennale per lo sviluppo dell'economia nazionale e della società della Repubblica Popolare Cinese e il programma degli obiettivi a lunga scadenza per il 2010”, approvati nel 1996 dall'Assemblea Popolare Nazionale chiarisce ulteriormente l'orientamento cinese di persistenza nell'applicazione della strategia dello sviluppo sostenibile.

Secondo il governo cinese, l'utilizzo sostenibile delle risorse naturali e un buon quadro ecologico sono le premesse dell'applicazione della strategia dello sviluppo sostenibile, portata avanti efficacemente attraverso misure come la tutela della biodiversità, la prevenzione dell'erosione del suolo e della desertificazione, lo sviluppo delle foreste, il miglioramento del quadro ecologico delle città e delle campagne, la prevenzione e il controllo del sabotaggio e dell'inquinamento ambientale e la partecipazione attiva alla cooperazione nella tutela ambientale globale. Nelle politiche, programmi e lavori dei vari dipartimenti del governo centrale e nei piani per l'economia nazionale e lo sviluppo sociale dei governi locali ai vari livelli, è stato inserito il contenuto della tutela e dell'utilizzo sostenibile della biodiversità.

Nel processo di passaggio dall'economia pianificata tradizionale a quella di mercato, il governo cinese si impegna nella promozione della trasformazione della produzione agricola dal modello della crescita economica estensiva a quella intensiva. Dato il rapido aumento della popolazione e l'eccessivo utilizzo delle risorse naturali, il quadro ecologico peggiora gradualmente, l'erosione del suolo e la desertificazione si intensificano e le risorse biologiche vengono consumate troppo velocemente, il che limita gravemente lo sviluppo economico del paese e aggrava l'impoverimento delle zone dal quadro ecologico sabotato. Il governo cinese presta grande attenzione alla riforma delle politiche economiche rurali, incoraggiando i metodi di produzione intensivi e progetti di costruzione ecologica come il rimboschimento, la messa a dimora di alberi ed erbe, il risanamento dell'erosione del suolo, la prevezione e risanamento della desertificazione e la valorizzazione delle tecnologie agricole ecologiche. Le misure dei progetti di costruzione ecologica integrano efficacemente lo sviluppo della produzione agricola e la tutela e l'utilizzo sostenibile della biodiversità.

Nel corso degli anni la pratica della costruzione ecologica del paese ha accumulato molte esperienze utili. Per fare qualche esempio, le esperienze di costruzione di foreste anti-vento di grande dimensione e di oasi nel deserto; di terrazzamento dei pendii e di costruzione di campi con un'alta e stabile produzione; di costruzione di opere idrauliche di grande dimensione e minori per la conservazione del suolo; di ritorno dei terreni coltivati a foreste e praterie e di ripristino della vegetazione ecologica; di messa a dimora integrata di foreste economiche ed ecologiche, e di alberi ed erbe; di coltivazione nelle zone aride, di irrigazione con risparmio d'acqua e di utilizzo di avanzate tecnologie di produzione; di risanamento sintetico di piccoli bacini con l'integrazione di monti, acque, campi, foreste e strade; di rimboschimento e messa a dimora di erbe con l' appalto di monti aridi e di risanamento della degenerazione, desertificazione e alcalinizzazione delle praterie, ecc. Tutte queste esperienze hanno svolto funzioni molto positive per la tutela della biodiversità.