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ShaanxiLo Shaanxi è una delle province cinesi che dispone della maggiore ricchezza di risorse turistiche, dell’alta qualità, e il gran numero e varietà di risorse naturali. Si tratta della provincia che possiede un grande patrimonio culturale, sopra e sotto terra, noto come il "Museo di storia naturale." Attualmente, la provincia dispone di 35.800 reliquie di tutti i tipi, 151 musei, 900.000 gruppi di reperti culturali; per questo la provincia dello Shaanxi si è classificata al primo posto in Cina per la sua alta densità, grande quantità e l’alto livello delle reliquie culturali. L’"Ottava meraviglia del mondo", i Guerrieri di Terracotta, La tomba della prima imperatrice Wu Zetian, sepolta insieme al suo consorte, l’imperatore Tang Gaozong, Li Zhi; Il celebre Convento della Porta del Dharma, le mura di Xi’an - le più imponenti e meglio conservate della Cina – e la più grande “biblioteca” di documenti incisi su lapidi di pietra, ossia la “Foresta di stele”. In questa provincia si trovano 72 tombe di imperatori dell’antica Cina.
Xi'an: " Via della Seta variopinta-viaggio di famosi artisti contemporanei cinesi lungo la Via della Seta"

Xi'an: " Via della Seta variopinta-viaggio di famosi artisti contemporanei cinesi lungo la Via della Seta"

L'antica città di Xi'an è stata capitale di molte dinastie cinesi, e che accoglie fra l'altro il famoso esercito dei guerrieri e cavalli di terracotta dell'imperatore Qinshihuang, definito l'ottava meraviglia del mondo.

Xi'an è anche stata il punto di partenza orientale dell'antica Via della Seta, che si snodava poi nei deserti dell'Asia centrale per raggiungere la Turchia e alla fine l'Italia. Un itinerario ben noto al nostro Marco Polo, che lo percorse nel XIII secolo per raggiungere la corte cinese. Tuttavia, da dove iniziava la Via della Seta?

Razionalmente, il punto di partenza doveva essere un fiorente mercato, le cui merci venivano trasportate in groppa ai cammelli per migliaia di chilometri. Le merci erano seta, tè, porcellane e ceramiche, e giada, che venivano scambiate con spezie, profumi e cavalli dei paesi arabi.

Il commercio lungo la Via della Seta era molto fiorente. Ma forse non sai che da dei recenti scavi condotti nella parte sud-occidentale di Xi'an, all'esterno delle mura, è emerso un vasto sito archeologico rivelatosi poi la sede del mercato ovest della città in epoca Tang (618-907). Nel corso di una recente visita nella città, ho scoperto che vi si trovano resti di strade con le tracce lasciate dalle ruote dei carri, di pozzi, di case, e di ponti. L'area del mercato era enorme, sui 2 chilometri quadrati, ma solo una minima parte si è preservata. Ora si trova sotto il Museo d'arte della Compagnia di investimenti culturali Datang del Mercato ovest di Xi'an, ricoperta da un pavimento in vetro, quindi visibile al pubblico.

Il direttore Lu Jianzhong, di 47 anni, è un imprenditore immobiliare e un finanziere, ed anche un grande collezionista d' arte. Nel 2006 si è aggiudicato l'asta di un appezzamento di terreno in questa zona, da usare per un progetto immobiliare, e nel corso degli scavi per le fondamenta è emerso il sito del mercato, che lui ha deciso di preservare in parte ergendo un museo che ospita anche la sua ricchissima collezione di antichi bronzi, ceramiche, e giade. Questo manager ha anche sponsorizzato un progetto straordinario: un viaggio lungo la Via della Seta di famosi artisti cinesi!

Innanzitutto, ascoltiamo la presentazione effettuata il pomeriggio del 12 ottobre scorso a Xi'an al "Museo d'arte del mercato ovest della grande dinastia Tang di Xi'an" dall'Assessore alla Cultura della provincia dello Shaanxi Yu Huaqing:

L'iniziativa "Via della Seta variopinta - viaggio di famosi artisti cinesi contemporanei lungo la Via della Seta" è organizzata dall'Associazione degli artisti cinesi, sostenuta dalla Federazione cinese dei circoli artistici e letterari e dal governo della provincia dello Shaanxi, e si terrà dall'ottobre 2010 al giugno 2012. Gli obiettivi sono far conoscere la cultura della Via della Seta, promuovere gli scambi e la cooperazione culturali fra i paesi e le regioni attraversati, e stimolare la creazione artistica. Per questo verrà effettuata un' ispezione dei siti storici, seguita dalla realizzazione di opere d'arte da parte dei pittori partecipanti, dalla pubblicazione finale di un album generale, e dall'organizzazione di conferenze e di grandi mostre a Beijing, Xi'an, e a Roma.

Wu Changjiang, vice presidente dell'Associazione degli Artisti cinesi, nel corso della conferenza stampa del 12 ottobre a Xi'an ha detto: Lo scopo del viaggio degli artisti cinesi lungo la Via della Seta è promuovere la cultura nazionale cinese e la civiltà umana. Tramite la creazione artistica lungo il percorso, e la visita ai siti storici e alle città attuali di più paesi, intendiamo promuovere la comprensione della storia e cultura del passato e del presente dei paesi attraversati, e la tutela del quadro ecologico. Al viaggio prenderanno parte una cinquantina di pittori cinesi. Il giorno della partenza, ancora da decidere, sarà effettuata una cerimonia speciale che si terrà sempre qui alla sede dell'antico Mercato ovest di Xi'an, e che vedrà anche la presenza dei media che seguiranno il viaggio per girare documentari e trasmettere notizie a ogni tappa.

Wu Changjiang ha continuato dicendo: L'antica Via della Seta iniziava ad est a Xi'an, attraversando poi 19 paesi dell'Asia orientale e occidentale, fino all'Africa del nord, collegando le culture e le economie orientale ed occidentale, mettendo a contatto la Cina con il resto dell'Asia, e collegando le quattro antiche civiltà di Cina, India, Babilonia ed Egitto. Per il particolare valore di ponte della Via della Seta, la Cina e cinque paesi asiatici intendono avanzare la sua candidatura a Patrimonio culturale dell'Unesco, il primo progetto collettivo di candidatura mai avanzato finora. Inoltre, con i suoi 8000 km, la Via della Seta sarà anche il patrimonio culturale di maggiore dimensione avanzato finora all'Unesco. Come sede di 12 siti culturali della lista, lo Shaanxi è la zona più ricca di siti, quindi lo Shaanxi sostiene questa attività per farsi conoscere, promuovere gli scambi culturali con l'estero, stimolare la grande valorizzazione dell'economia e cultura dell'Ovest cinese, apprendere le più avanzate concezioni e tecnologie di conservazione dei beni culturali, ed elevare il livello di tutela ed utilizzo dei beni cultuali della provincia e dell'intero paese, in modo da fare dei completi preparativi per la candidatura. A questo scopo, al viaggio sono stati invitati i migliori artisti e studiosi cinesi che nel percorso creeranno delle opere pittoriche e scriveranno degli articoli. Alla fine si terranno mostre e saranno pubblicati dei testi di studio. Siamo sicuri che l'attività permetterà una migliore conoscenza del Patrimonio culturale da parte dei vari ambienti sociali, promuovendone la tutela, mettendo a contatto l'arte dell'Ovest cinese con il resto del paese, e stimolando la trasmissione del messaggio di apertura, tolleranza e molteplicità che ha sempre caratterizzato la Via della Seta.

Questo è infatti il messaggio più importante della Via della Seta: l'apertura, l'accettazione e l'interesse per il diverso, e la presa a prestito del meglio della cultura straniera. Il nostro Marco Polo secoli fa è stato un ottimo rappresentante di questo spirito. Sai che ad Hangzhou, la città cinese dove fu funzionario imperiale per un certo periodo, si trova una sua statua?

Ora torniamo alla nostra presentazione del viaggio lungo la Via della Seta dei pittori contemporanei cinesi. Secondo l'illustrazione del rettore dell'Accademia d'arte di Xi'an, Wang Shengli: Per i preparativi del viaggio, sono stati creati molti comitati appositi. Molti media riporteranno notizie lungo il percorso e famosi pittori saranno invitati. Alla fine del mese di ottobre inizierà l'ispezione dei siti principali in Cina sui mezzi messi a disposizione dalla Compagnia di investimenti culturali Datang Xishi, visitando il Gansu e il Xinjiang. L'anno prossimo, da gennaio a giugno, i pittori visiteranno l'Asia centrale, la Turchia e l'Italia.

Le loro opere realizzate nel corso della visita alla Via della Seta saranno presentate in tre mostre a Xi'an, Beijing, e Roma, inoltre verranno realizzate fotografie e documentari, con una gran messe di risultati. Dopo le mostre, ogni pittore offrirà tre delle sue opere, che saranno ospitate in permanenza al Museo d'arte del Mercato ovest di Xi'an.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del viaggio lungo la Via della Seta dei pittori cinesi, il grande pittore Zhu Naizheng, professore dell'Accademia centrale d'arte di Beijing, ha sottolineato:

Organizzando questo grande evento culturale, le parti organizzatrici e gli sponsor hanno dato prova di un forte senso di responsabilità sociale, di coscienza nazionale e di senso dell'arte. La cinquantina di artisti cinesi partecipanti, 25 pittori ad olio, e 25 pittori tradizionali, metteranno tutto il loro impegno, facendo emergere i significati delle valenze politica, economica, e culturale della Via della Seta.

Ora passiamo all'ambito italiano della spedizione degli artisti cinesi lungo la Via della Seta, visto che la meta finale sarà proprio l'Italia. In proposito, durante la conferenza stampa, ho chiesto al vice presidente dell'Associazione degli artisti cinesi Wu Changjiang quali attività specifiche siano state programmate in Italia e se interessino anche Venezia, la patria di Marco Polo. Wu Changjiang ha risposto:

L'anno scorso l'Associazione degli artisti cinesi ha tenuto a Roma, a Palazzo Venezia, e a Milano, due mostre di dipinti sull'altopiano tibetano, che riflettevano la vita in Tibet. Per il viaggio attuale, speriamo anche di organizzare una mostra di dipinti a Palazzo Venezia, a Roma, e a Milano. Ora stiamo ancora organizzando l'itinerario dal Tajikistan a Roma. Pensiamo, oltre alla visita ai siti culturali e storici, di tenere anche degli incontri fra artisti cinesi e stranieri, e di esporre le loro opere.

Wu Changjiang ha continuato dicendo: L'attuale viaggio lungo la Via della Seta non ha ancora rapporto diretto con l'Anno Culturale della Cina in Italia, ma sarebbe interessante che lo avesse. Speriamo per suo tramite di avere contatti con i pittori italiani, infatti l'anno scorso a Roma e a Milano abbiamo tenuto delle tavole rotonde con loro, a cui ho anche partecipato di persona, e da cui ho capito che vogliono ardentemente conoscere l'arte contemporanea cinese. Personalmente, sono stato in Italia all'inizio degli anni Novanta e l'anno scorso, per due volte. L'anno prossimo vogliamo anche portare la pittura ad inchiostro cinese al Museo di Arte orientale del Portogallo e al Museo Guimet di Parigi, presentando anche l'arte cinese della riproduzione a stampa dei dipinti e di inquadratura, cooperando con la casa d'arte Rongbaozhai. Infatti vogliamo che gli europei conoscano l'arte cinese contemporanea e tradizionale.

In passato la Cina ha tenuto degli scambi col Giappone sulla Via della Seta, ed ora vogliamo portare agli europei la Via della Seta vista dagli artisti cinesi. La visita a Venezia che lei ha proposto è molto interessante, e la terremo sicuramente in considerazione.

Quanto ai pittori partecipanti al viaggio, saranno solo pittori ad olio e ad inchiostro, tipici rispettivamente dell'Occidente e della Cina. L'anno scorso, dalla mostra sull'altopiano tibetano che abbiamo allestito in Italia, abbiamo capito che gli italiani non sapevano che gli artisti cinesi padroneggiassero così bene la tecnica della pittura ad olio. Abbiamo anche scoperto che vogliono conoscere meglio l'arte contemporanea cinese, che non è solo pittura, ma anche audio, allestimenti e tecniche miste. Quindi questo viaggio dei pittori cinesi lungo la Via della Seta sino a Roma sarà ottimo per presentare questi aspetti.

L'altopiano del Loess è diventato verde!" -- In visita al villaggio di Aiyaocun

L'altopiano del Loess è diventato verde!"
-- In visita al villaggio di Aiyaocun

Aiyaocun è un piccolo villaggio aggrappato sull'altopiano del Loess, nel centro della provincia nord-occidentale cinese dello Shaanxi, la terra che nei secoli ha alimentato le arti delle ombre cinesi e delle carte ritagliate, resa famosa da film come "Terra gialla", di Chen Kaige, "Vecchio pozzo", "Judou" e altri film di Zhang Yimou. Sperduto nell'altopiano, fino a una trentina di anni fa raggiungibile solo a piedi su stradine di montagna, Aiyaocun può essere visto come un simbolo dei cambiamenti in atto in Cina dopo il 1978, anno del decollo della politica di riforma e apertura, che l'hanno portato a vivere delle storie straordinarie. L'abbiamo raggiunto il 3 novembre scorso provenienti dal Mausoleo dell'Imperatore Giallo, non più a piedi lungo stradine di montagna, ma su strade asfaltate circondate da frutteti di mele, alberi di querce, noci e cachi colmi di frutti, mentre nei campi spiccavano le stoppie secche del mais ormai raccolto. "L'altropiano del Loess è diventato verde!" ? così hanno esclamato felici alcuni di noi, testimoni diretti dell'aridità ed estrema povertà di questi monti in passato. E questo era solo l'anticipo dei molti cambiamenti che avremmo visto nel villaggio.

Amici ascoltatori, avete ascoltato un'aria tipica dell'altopiano del Loess, nello stile Xintianyou, dai toni alti e possenti, con cui gli arditi abitanti un tempo sconfiggevano la solitudine pascolando le pecore e le capre lungo i pendii dei monti, e che cantavano nelle serate d'inverno, per far passare il tempo, e durante le festività. Una cosa interessante è che il ritmo del canto è scandito dalla ripetizione dei termini, un'abitudine che i locali hanno anche nel parlare quotidiano e che lo rende molto colorato.

Ora ritorniamo al nostro villaggio di Aiyaocun, che comprende 107 famiglie, per un totale 410 persone, tutte di cognome He.

Questa è la registrazione dei saluti e delle gioiose esclamazioni con cui siamo stati accolti all'ingresso del villaggio dai contadini locali, molto emozionati. Perchè? Perchè per alcuni membri anziani del nostro gruppo si trattava di un ritorno a casa, in famiglia, per così dire, avendo vissuto e lavorato qui nei lontani anni Settanta, quando erano dei giovani studenti di città. Ed infatti la scritta di benvenuto che campeggiava in un cortile diceva proprio così: "Benvenuti a casa dai parenti!", visto che in Cina l'apprezzamento per una persona si esprime con appellativi riservati ai familiari.

Da qualche anno le famiglie locali si sono insediate in cima ad un pianoro, in belle case di mattoni ad un piano, ma nello stile delle precedenti case-grotte che hanno ospitato per generazioni la gente dell'altopiano del Loess. Gli ampi cortili di fronte ospitano orti e, al tempo della nostra visita, distese di pannocchie di mais messe a seccare, mucchi di mele riparate da teloni, pronte per l'inverno, alberi di cachi maturi di un bel colore arancione, pozzi per l'acqua e le cisterne del biogas, una vera novità. Un'anziana donna del villaggio ci ha detto: è comodissimo, basta girare la manopola e posso cucinare, senza sporcare. Nel villaggio abbiamo quasi tutti questo fornello, solo i tradizionalisti non accettano questa novità, trovando strani ed inutili la fossa del biogas ed il fornello. Produciamo biogas con lo sterco di polli e maiali, che così non viene sprecato.

La stanza è dominata da un ampio letto di mattoni collegato ad un forno a carbone, prima utilizzato per cucinare, e che ora serve per riscaldare il letto durante l'inverno, una delle caratteristiche delle case-grotte dell'altopiano. Accanto ho anche notato un grosso apparecchio TV, sistemato su un mobile in legno nero dipinto con motivi floreali, ed un frigorifero, che la donna dice regalato dalla figlia sposata in città.

Cari amici, forse non vi sareste mai aspettati di sentire che uno sperduto villaggio del nord-ovest della Cina, che riceve poche visite di estranei, figurarsi di stranieri, registri uno sviluppo del genere, con case nuove, TV e frigoriferi. Per non parlare dei computer di cui vi parleremo fra poco. Si tratta di un piccolo specchio del recente cambiamento in atto nelle campagne cinesi al seguito della politica di riforma e apertura. Infatti i trent'anni di applicazione di questa politica, iniziata proprio nelle campagne, precisamente della provincia centrale dell'Anhui, sono evidenti non solo nelle città, ma anche nelle zone rurali, tradizionalmente più povere ed arretrate.

Come vi ho detto all'inizio del programma, il villaggio di Aiyaocun si trova nell'arido altopiano del Loess, una formazione calcarea arida, con profonde vallate, in cui l'uomo ha cercato di sopravvivere nei secoli terrazzando i pendii e coltivando mais, miglio, fagioli, giuggiole, mele e noci, con magri raccolti per via della cronica mancanza d'acqua. Il tufo delle pareti montane ha tuttavia offerto semplici ed economici ripari alla popolazione, che vi ha creato delle case-grotte dal soffitto ad arco, calde d'inverno e fresche d'estate, con all'interno i tipici letti di mattoni riscaldati dal forno della cucina. La parete esterna è occupata da una porta e da un'ampia finestra dai riquadri in legno, un tempo ricoperti di carta oleata bianca per proteggere dal freddo, e su cui per il capodanno lunare si attaccavano delle rosse carte ritagliate, con motivi augurali. Le grotte sono spesso affiancate l'una all'altra lungo un ripiano sul pendio, che serve da aia per far seccare i cereali, ospitando diverse generazioni di una famiglia, con la cucina, il magazzino, ecc.

In questo contesto è nata una speciale cultura folcloristica, caratterizzata dai canti Xintianyou, che avete ascoltato, dalle carte ritagliate, e dalle danze col tamburo, il cui rombo percorre le valli, arrivando fino in cielo.

Ad Aiyaocun si posono ancora vedere le vecche case-grotte, ora diroccate lungo i pendii, che un tempo ospitavano le famiglie, ed anche una piccola scuola elementare. In futuro i pendii verranno risanati, mettendo a dimora delle piante. Il trasferimento della popolazione risale infatti solo a qualche anno fa.

Gli anziani contadini locali indossano ancora le giacche blu "Zhongshanzhuang", col colletto alto, in voga anni fa, ed hanno visi forti e bruciati dal sole, dopo una vita di arduo lavoro nei campi. Naturalmente si dimostrano tutti molto soddisfatti della vita attuale, osservando che mai avrebbero immaginato un tale cambiamento, presentandoci con orgoglio le loro case nuove, ed offrendoci mele, tè e vino di cereali, espressione del massimo rispetto per l'ospite. Noi proveniamo dalla lontana Beijing, posta a oltre 1000 km di distanza, e secondo un detto cinese: "Non c'è gioia maggiore di un amico che viene in visita da lontano", quindi si può immaginare la gioia e l'orgoglio dei locali nell'accoglierci.

In una famiglia del villaggio, siamo stati invitati a un ricco pranzo sull'aia. Ecco l'animata atmosfera sull'aia, con l'arrivo di Shuiniu, un contadino conosciuto da alcuni anziani del nostro gruppo. Naturalmente il piatto forte sono state le fettuccine di grano fatte in casa dalle donne con un rustico attrezzo sistemato su una panchina di legno. Infatti, vista la mancanza di riso, nella zona si consuma pasta di vari tipi di cereali. Ci sono stati servite anche patate, zucche, fagioli, verdure selvatiche, panini di mais e di grano saraceno, un tempo il cibo principale, e carne di coniglio, di maiale e pollo, il tutto ricoperto da strati di rossi peperoncini che rendevano il gusto decisamente piccante. Nell'altopiano del Loess, dove ci troviamo, questi peperoncini di produzione locale sono sistemati in lunghe filze ed appesi a seccare al sole nei cortili delle case, diventando una scena tipica della zona.

Una delle donne di casa ci ha stupite per la sua bravura artistica, oltre che culinaria, realizzando di fronte a noi delle rosse carte ritagliate, e facendoci vedere i suoi dipinti. La signora, che si chiama Wang Xiuqing, ci ha detto: ho 48 anni, e dipingo nello stile dei contadini dal 1982. Ho appreso l'arte delle carte ritagliate dai genitori, e la pittura al centro culturale. Ho anche ricevuto dei premi: nel 1992 il premio al merito alla Prima mostra di arte contadina, e premi della provincia; nel 1985 un mio dipinto è stato collezionato dall'Accademia d'arte di Beijing, ed uno è stato esposto in una mostra itinerante in Francia, Norvegia e altri paesi.

Tuttavia Wang Xiuqing si è lamentata che il marito non la capisce, e la rimprovera di sprecare del denaro per acquistare i colori, una cosa che la fa molto soffrire. E noi la capiamo fino in fondo, perchè lo sperduto villaggio dove vive si è aperto da poco al mondo, quindi l'idea che una donna possa darsi con forte impegno all'arte, anche se popolare, può ancora sembrare strana. Eppure quest'arte può cambiare la vita. Nel corso della nostra visita ad Ansai, un distretto del nord dello Shaanxi famoso per l'arte folcloristica, un'artista locale delle carte ritagliate ha saputo farsi un nome, vendendole così bene da riuscire a comprarsi un alloggio nel capoluogo distrettuale, dove abita coi figli che vanno a scuola, mentre il marito e gli anziani sono rimasti in campagna a lavorare la terra. Un altro segno del cambiamento dei tempi in Cina, particolarmente piacevole perchè interessa noi donne.

La cultura contadina si è preservata a lungo anche per mancanza di strade e di mezzi di trasporto adeguati. In merito basta ricordare la scena del film di Zhang Yimou "Qiuju va in tribunale", girato proprio sull'altopiano del Loess, in cui Gong Li raggiunge la città su un carretto che sobbalza lungo delle strade sterrate. Proprio questa lontananza ha permesso alla cultura locale di mantenere intatta la sua freschezza nel corso dei secoli.

Tuttavia tutto questo ha fatto il suo tempo, e l'ingresso nel XXI secolo ha rivoluzionato anche queste terre tradizionalmente remote, allacciandole alla corrente epocale. Cosa molto significativa, lungo un sentiero del villaggio, abbiamo incontrato un ragazzo che ci ha addirittura parlato in inglese, dicendoci di essere laureato in economia e di lavorare in una banca in una cittadina vicina.

Nel villaggio gli studenti universitari sono parecchi, e vi è applicata l'istruzione obbligatoria di nove anni, del tutto gratuita. Un responsabile del villaggio ci ha detto in merito: i nostri bambini frequentano tutti i nove anni delle elementari e delle medie, gratuitamente. Grazie alla buona politica statale, qui i bambini studiano tutti, anche se devono andare alla scuola-convitto in un villaggio vicino, ritornando a casa solo nel fine settimana Si tratta di un sacrificio che i ragazzi fanno con piacere per il loro futuro.

Dopo questa illustrazione, non mi sono più stupita quando, entrata in una casa, ho visto un computer, utilizzato dal figlio della famiglia che studia in città. Sono anche venuta a sapere che il distretto offre 2-3 computer ad ogni villaggio, occupandosi anche della formazione dei contadini al loro uso, così questi possono navigare in rete e trovare degli acquirenti al loro mais, mele, noci e giuggiole. Anche questa è una nuova politica che sta rivoluzionando l'aspetto delle campagne cinesi.

Nel cortile della stessa casa, ho notato una bacheca appesa al muro con delle informazioni agricole, mentre in una stanza si trovava un microfono. Da dove provengono le informazioni date? Un responsabile ci ha detto: Le informazioni provengono dalla stazione di servizio locale, e interessano la coltivazione dei cereali. Prima venivano trasmesse col microfono, ora abbiamo altri mezzi: la TV, il computer, il telefono, mentre anche le buone strade ci aiutano ad avere informazioni più rapide.

Quanto al reddito dei contadini, il segretario del PCC del villaggio, Liu Ziwei, ci ha detto con orgoglio e determinazione: con la riforma, il nostro villaggio ha visto cambiamenti radicali: abbiamo diffuso completamente l'istruzione obbligatoria di 9 anni, tutti hanno la TV e il telefono, siamo collegati con l'esterno da strade asfaltate, e quest'anno il reddito medio dei contadini ha toccato quota 2800 yuan (280 euro).

Ora vorrei far notare che nel 1978, il reddito annuale medio era solo di 98 yuan.

Come avrete immaginato, gli abitanti di Aiyaocun sono per lo più contadini che coltivano mais, e che vivono del ricavato della vendita, integrato dai proventi del lavoro stagionale in città come operai. Una realtà delle campagne cinesi attuali è che nei villaggi rimangono spesso solo più gli anziani, visto che i giovani, ivi comprese le ragazze, preferiscono trasferirsi in città, un fenomeno comune anche in Italia una cinquantina di anni fa. Uno dei motivi è che qui il terreno a disposizione è particolarmente scarso ed arido, con bassi raccolti, quindi uno stipendio fisso mensile è molto ambito. Secondo quanto affermato dal capo del comitato del villaggio He Quanshan: ora le 410 persone e 107 famiglie del villaggio hanno tutte il telefono, la luce, e grandi TV a colori; alcuni hanno anche la motocicletta. Quanto al terreno, la media è di 1,2 mu di mele e 0,6 mu di noci a testa. (1 mu equivale a 1/15 di ettaro).

Da cui si capisce la scarsità del terreno a disposizione. Precisiamo che in Cina i terreni sono di proprietà statale, e sono appaltati dai contadini su base familiare per dei periodi che variano da zona a zona, con contratti rinnovabili.

Recentemente la coltivazione, poco redditizia per la mancanza d'acqua, è stata limitata a favore del rimboschimento, compensando i contadini per la messa a dimora di piante: querce, cipressi, meli, cachi, giuggiole, che richiedono meno acqua. Il rimboschimento è portato avanti anche per motivi ecologici, per prevenire l'erosione del terreno. Da cui il nostro stupore nel vedere tanto verde in questa zona così arida, in cui l'acqua a disposizione è solo quella piovana, preziosissima, conservata in cisterne di cemento nei cortili per gli usi domestici. I coltivi si basano solo sulla scarsissima acqua piovana. Per dare un'idea, quarant'anni fa, questi monti erano del tutto spogli, non c'era neppure un albero, visto che la legna veniva usata come combustibile per cucinare. Da cui emerge l'enormità del cambiamento in atto.

Un esempio innovativo di sviluppo ecologico è portato avanti dal distretto di Yijun, da cui dipende il villaggio di Aiyaocun, famoso per le sue noci. Secondo l'illustrazione di una signora funzionario del distretto: il nostro distretto di Yijun porta avanti il lavoro ecologico, per cui abbiamo ottenuto il titolo di 'distretto ecologico modello a livello nazionale' per la nostra copertura forestale del 46,4% e verde del 91,8%. Siamo un distretto tradizionalmente agricolo, ma ora il governo locale intende aumentare il reddito dei contadini col principio ecologico. Abbiamo delle ottime noci, da cui ricaviamo un buon succo, e delle deliziose mele. Inoltre, visto che siamo a 1200 metri di altezza, qui l'aria è buona, con un forte scarto di temperatura fra mattino e sera, e l'estate è fresca, quindi vogliamo diventare un centro di vacanze, attirando i turisti.

Cari amici, vi posso assicurare che la signora non mente, visto che dal capoluogo distrettuale si può ammirare un panorama simile alle Langhe, in Piemonte, la mia terra natale, con una distesa infinita di verdi colline, dolce e maestosa... E chissà che in futuro queste zone non seguano effettivamente l'esempio delle Langhe, un tempo povere terre di emigrazione, come magistralmente descritto da Cesare Pavese, ed ora diventate zone privilegiate di vigneti, castelli, casali, ristoranti e turismo di lusso. La tutela ecologica collegata al turismo nella natura è ormai una tendenza in atto anche in molte parti della Cina, visto che i residenti urbani anelano sempre più all'aria pulita, al relax e al ritorno alla natura, da cui il progressivo fiorire dell'agriturismo e delle vacanze nel verde.

Il piccolo villaggio di Aiyaocun, sperduto nell'altopiano del Loess, può offrire cibo sano, verde, aria pulita, belle passeggiate sui sentieri in mezzo a cespugli di more, e tanta pace. Dopo secoli di coltivazione del mais sui pendii terrazzati dei suoi monti, e di vita semplice ed isolata, ora si è aperto al mondo, permettendoci di scoprire il suo tesoro di umanità e tradizione.